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Fatterello
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Detersivi (più) ecosostenibili: cosa sono, quali caratteristiche hanno, quali tipologie esistono

  1. Detersivi (più) ecosostenibili
  2. Filone "naturalità delle materie prime"
  3. Filone "pochi ingredienti"
  4. Filone "sicurezza e basso impatto ambientale"
  5. Filone "concentrati"
  6. Filone "fai-da-te"
  7. Filone "low-packaging"

Quindi ti stai avvicinando all’idea di emanciparti dai consigli di mammà – se poi sono mai stati davvero solo "consigli" 😆 - e cambiare il tipo di prodotti per la pulizia della casa che usi di solito. Buon per te (e per tutti noi!).
Nelle prossime righe cercherò di farti una panoramica su quali siano le tipologie di prodotti disponibili in commercio e quale problema cerchi ogni approccio di risolvere, in modo che tu possa poi scegliere quella più adatta a te.
Ti saranno utili alcuni concetti base come biodegradabilità e tossicità, materie prime, distribuzione e packaging: se ti serve un refresh, puoi trovare i vari concetti spiegati qui.

Partiamo col dire che tutti i "detersivi ecosostenibili" hanno come obiettivo il ridurre l'impatto del loro utilizzo. Ciò che cambia, e che quindi li distingue, è come decidono di farlo.

Filone "naturalità delle materie prime"

Fanno parte di questo gruppo tutti quei prodotti che mettono l’attenzione sulla naturalità delle materie prime utilizzate, sulla loro origine - spesso vegetale e/ o da agricoltura biologica -, sul fatto che durante i processi di lavorazione non dovrebbe essere stata utilizzata nessuna componente di origine petrolchimica.
Gli svantaggi di questa categoria è che non pone troppa attenzione sugli effetti a valle delle materie prime utilizzate: il fatto che un ingrediente sia di origine vegetale non dice nulla sulla sua sicurezza verso l’uomo o l’ambiente e su quanto possa inquinare. Per esempio, i tanto decantati olii essenziali, di origine puramente vegetale, sono tra le sostanze più irritanti, piene di allergeni e inquinanti che si possano trovare.

Filone "pochi ingredienti"

In questa categoria, l’accento è messo sul fatto che vengano utilizzate formule molto "leggere", ovvero composte da pochi ingredienti. L’idea è che “meno è meglio”, sia per l’uomo che per l’ambiente. Quindi via le profumazioni, così come i vari additivi che rendono la biancheria così morbida ma che in fondo non servono!
In questo caso il pericolo è che, se si toglie troppo, la performance del prodotto possa scendere sotto livelli desiderabili.

Filone "sicurezza e basso impatto ambientale"

I prodotti di questo gruppo hanno come obiettivo la diminuzione dell’impatto ambientale. Prediligono ingredienti ad alta biodegradabilità, a bassa eco-tossicità e senza pericolo di bioaccumulo.
Il plus di questi prodotti è che, se l’eco-tossicità è bassa, così sarà anche la tossicità sull’uomo (alla fine, siamo anche noi organismi viventi in un ecosistema!). D’altro canto si ha lo svantaggio che, per ottenere materie prime con queste caratteristiche in cui sia anche ritenuta una performance soddisfacente, spesso si deve fare un po’ di chimica, perciò andare nel tanto temuto "sintetico".

Filone "concentrati"

In questo gruppo rientrano tutti quei prodotti che puntano su un miglioramento della fase di distribuzione: essi contengono meno acqua rispetto ai detersivi tradizionali pronti all'uso, il che risulta in un peso inferiore che consente un abbattimento delle emissioni in fase di distribuzione.
Il contenuto d'acqua può essere abbassato a piacere, partendo dai concentrati più standard (per intenderci, quelli dove invece di un misurino ne puoi utilizzare mezzo), per arrivare a quelli più innovativi, che ne contengono pochissima o anche zero.
Lo svantaggio in quest’ultimo caso è che, in assenza totale d’acqua, è necessario ridurre la quantità di tensioattivi, in quanto la solubilità di questa categoria di molecole è solitamente moderata. Se però non ci sono esigenze di pulizia particolari, come sgrassare forni o friggitrici, le concentrazioni raggiunte sono assolutamente adeguate.
Se ti interessa sapere di più sui detergenti concentrati e super concentrati e sulla loro performance, puoi trovare l’articolo corrispondente qui.

Filone "fai-da-te"

Qui abbiamo tutti quei prodotti per cui il consumatore compra gli ingredienti base e poi li miscela da solo, aggiungendo solo quello di cui sente il bisogno, nelle dosi da lui scelte. Si ottengono spesso dei prodotti ottimi a patto di aver voglia di informarsi un pochino e di prepararseli ogni volta.

Filone "low-packaging"

In questa categoria rientrano tutti quei prodotti che cercano di diminuire il loro impatto riducendo il packaging; il culmine sono i prodotti “a packaging zero”, ovvero quelli che propongono il riutilizzo dello stesso contenitore più e più volte. Fanno parte di questa categoria i detersivi venduti sfusi o i detergenti super concentrati, sia in pod che in pastiglia.

poolito says

Tra tutte queste direzioni, noi abbiamo scelto di focalizzarci sull’abbassamento dell’impatto ambientale dei nostri prodotti, puntando su materie prime altamente eco-compatibili e su una forma che consentisse di ridurre packaging plastico ed emissioni.

FAQ

  • Cosa sono i detersivi per la casa a base di materie prime naturali?

    Sono prodotti che mettono l’attenzione sulla "naturalità" delle materie prime utilizzate, sulla loro origine - spesso vegetale e/ o da agricoltura biologica-, sul fatto che durante i processi di lavorazione non dovrebbe essere stata utilizzata nessuna componente di origine petrolchimica.

  • Cosa sono i detersivi per la casa con formule leggere/corte?

    Sono prodotti le cui formulazioni sono composte da pochi ingredienti base e in cui tutto il superfluo sia stato eliminato. Alla base vi è l’idea che questo sia un beneficio sia per l’uomo che per l’ambiente.

  • Cosa sono i detersivi a basso impatto ambientale?

    Sono prodotti che hanno come obiettivo la diminuzione dell’impatto ambientale, prediligendo ingredienti ad alta biodegradabilità, a bassa ecotossicità e senza pericolo di bioaccumulo.

  • Cosa sono i detergenti per la casa concentrati?

    Sono prodotti per la pulizia che contengono meno acqua rispetto ai tradizionali detersivi pronti all'uso. Questa caratteristica si traduce in un peso inferiore che consente un abbattimento delle emissioni in fase di distribuzione.
    Il contenuto d'acqua può essere abbassato a piacere, partendo dai concentrati più tradizionali, per i quali il contenuto d'acqua è ridotto alla metà o a un terzo, per arrivare a quelli più innovativi, che contengono pochissima o anche zero acqua.

  • Cosa sono i detersivi fai da te?

    Sono prodotti per cui il consumatore compra gli ingredienti base e poi li miscela da sé, aggiungendo solo quello di cui sente il bisogno, nelle dosi da lui scelte.

  • Cosa sono i detersivi low-packaging?

    Sono tutti quei prodotti di pulizia che puntano sulla riduzione del packaging, fino a diventare a packaging zero, ovvero proponendo il riutilizzo dello stesso contenitore più e più volte. Fanno parte di questa categoria i detersivi venduti sfusi o i nuovi detergenti super concentrati, sia in pod che in pastiglia.