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Fatterello
Grado: toilet read

Introduzione al favoloso mondo dei tensioattivi

  1. Introduzione al favoloso mondo dei tensioattivi
  2. Che differenza c'è tra tensioattivi "naturali" e sintetici?

I tensioattivi sono una classe di molecole composte da una "testa" idrofilica (amante dell’acqua) e una "coda" idrofobica (che teme l’acqua). Questa particolare struttura permette loro di avere tante bellissime proprietà, che magari approfondirò da qualche altra parte in futuro se qualcuno fosse interessato ma che al momento ti risparmio perché se no addio letturina veloce.

Ora invece mi vorrei concentrare su una sola delle conseguenze della loro struttura, il fatto che queste molecole abbiano delle code idrofobiche: quando vengono disperse in acqua, le code cercheranno di starne il più lontano possibile, schermandosi l'un l'altra o attaccandosi ad altre molecole idrofobiche, come il grasso della nostra pelle o dei nostri piatti. Le code vi si disporranno allora tutte attorno, esponendo all'acqua le loro teste idrofiliche.

Il risultato netto di questo meccanismo è duplice: da un lato, le molecole di grasso risulteranno ricoperte dalle teste idrofiliche dei tensioattivi, e questo ne aumenterà la solubilità in acqua; dall’altro, visto che l'interazione idrofobica è molto forte, la "volontà" delle code di tensioattivo di ricoprire il grasso farà sì che esso si stacchi dalle superfici, agevolandone la rimozione.
Stiamo, in parole povere, pulendo.

Che differenza c’è tra tensioattivi "naturali" e sintetici?

Astenendomi in questo momento da qualsiasi invettiva contro l'uso e l'abuso del termine "naturale", vengono comunemente chiamati "tensioattivi naturali" tutti quei tensioattivi che sono ottenuti da materie prime di origine vegetale tramite lavorazioni "semplici": qui si può spaziare da tensioattivi minimamente processati, estratti direttamente da specie vegetali naturalmente ricche di saponine, fino a tensioattivi che vengono ottenuti facendo reagire composti provenienti da specie vegetali. I più famosi rappresentanti di quest'ultimo gruppo sono il Decyl Glucoside (anche noto con lo splendido nome markettaro di Coco-glucoside*) e il Lauryl Glucoside, entrambi ottenuti dalla reazione di zuccheri provenienti dal mais e alcoli grassi provenienti da olii estratti da palme.
Questi tensioattivi hanno la caratteristica di avere un potere pulente relativamente basso, risultando quindi particolarmente indicati in campi come la cosmetica, dove un potere pulente troppo elevato potrebbe portare a irritazioni.

I tensioattivi sintetici sono invece… beh, tutti gli altri.
Sono una classe vasta che comprende molecole molto diverse tra loro, ottenute da fonti diverse tramite processi differenti ed è quindi estremamente difficile dare una descrizione comune. Diciamo che quando se ne parla in ambito cosmetici-detersivi, solitamente si intendono molecole dove la lavorazione è stata più complessa da un punto di vista chimico, uscendo magari dai dettami della Green Chemistry.
Questa classe di tensioattivi presenta solitamente performance sia pulenti che schiumanti decisamente maggiori, nonché dei costi di produzione molto bassi: per questo è largamente utilizzata in cosmetica, detergenza per la casa e in una marea di altri campi. Tipici esempi di questa classe sono SLES (Sodium Lauryl Ether Sulfate) e suo fratello piccolo, SLS (Sodium Lauryl Sulfate).

FUN FACT! Nonostante negli ultimi anni siano stati additati come fossero il demonio, sia SLES che SLS in realtà derivano da…. rullo di tamburi…. olio di cocco o di palma, esattamente come i cugini "naturali". La differenza è che, per ottenere lo SLES, si è fatta una reazione chiamata etossilazione che prevede l'uso di etilene, composto che a oggi viene prodotto soprattutto da gas naturale e idrocarburi. Esso però può anche essere prodotto per disidratazione di etanolo da fonti vegetali, rendendo a questo punto anche il famigerato SLES assolutamente… "green".

(*): Decyl Glucoside (60% C8-C10,40% C12-C14); Coco Glucoside (40% C8-C10, 60% C12-C14)

poolito says

Abbiamo scelto di utilizzare sia tensioattivi "naturali" che sintetici: se si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, ovvero migliori performance E minor impatto ambientale, perché rinunciare? Science rocks!